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Marie Minuto Ighina/1

“Mi ricordo…” a cura di Flavio Ambrosetti

Figura di alto profilo, non solo ovadese, ma regionale, con riferimenti anche alla Liguria per i rapporti con la locale Soprintendenza ai beni d’Arte. Marie Minuto Ighina nacque a Torino nel 1906, suo padre era l’ingegner Celso Grillo, il nome rimanda alla frazione Grillano d’Ovada, il cui patrono è san Celso insieme con san Nazario. Marie Minuto fin dalla gioventù si dedicava a interessi culturali, tra i quali il teatro e le poesie di Gabriele D’Annunzio.

Nel corso delle attività teatrali giovanili conobbe il dottor Eraldo Ighina che, dopo il fidanzamento, divenne suo coniuge. A Ovada si stabilirono in piazzetta Cereseto, luogo storico dove hanno sede la Cappella delle Madri Pie di Ovada e la biblioteca civica che, in seguito alla donazione di fondi librari e arredi pregiati da parte della signora Ighina, prese il titolo “Biblioteca Coniugi Marie ed Eraldo Ighina“. Ricordo che, in qualità di membro del consiglio di amministrazione, di cui la signora faceva parte di diritto perché donatrice, feci insistenza per l’intitolazione, un atto dovuto. La signora mi fu grata per la sollecitazione alle autorità comunali ovadesi.

Non posso dimenticare l’attività del dottor Ighina, dirigente del locale ospedale “S. Antonio Abate”. Durante i tragici avvenimenti (quasi ignorati dagli organi di stampa del regime fascista, che voleva far credere che non sussistessero problemi nella nazione, a loro giudizio, ben diretta da Benito Mussolini) dell’agosto del 1935, quando si verificò il crollo della diga di Molare, il medico Eraldo Ighina si prodigò nell’assistere i ricoverati nell’ospedale che dirigeva. Da ricordare anche l’impegno di suor Tersilla, la sua vita offerta agli ovadesi. Nel 1935, anno del disastro, venne ad Ovada, in forma semplice, il re Vittorio Emanuele III.

Il dottore Ighina accolse in ospedale il Re, fatto storico per Ovada, ricordato dalla cittadinanza di allora. La consorte Marie collaborò come crocerossina, collegata al gruppo di Novi Ligure, di cui fece parte per tutta la vita. Il dottore, per un attacco d’asma bronchiale, decedette alla metà di luglio del 1961. Imponenti i funerali ai quali fu presente gran parte della cittadinanza. La salma fu tumulata nel cimitero di Grillano d’Ovada. Era presente Sandro Pertini, allora onorevole Deputato alla Camera, cugino della signora Ighina. Il rito religioso si svolse nella parrocchia di Maria Assunta, ricordo che ero chierichetto.

Il parroco, don Fiorello Cavanna, celebrò all’altare maggiore, disegnato su progetto dell’architetto Antonelli, il progettista della Mole di Torino, insieme a molti sacerdoti che celebrarono agli altari minori. Don Cavanna fu Difensore della Città al termine della II Guerra Mondiale. Fece da mediatore con gli occupanti nazisti e ottenne la pacifica ritirata, senza spargimento di sangue, il 25 aprile del 1945 a Ovada.

Aveva partecipato alla Resistenza e, insieme ai coniugi Ighina, fece parte del Comitato di liberazione nazionale ovadese, con Rinaldo Tagliafico, Ludovico Ravanetti (nome di battaglia “Luigi”), Alloisio, padre di Lina Sultana (con fratelli e sorelle tra i quali ricordo Nadia). Il retrobottega della tabaccheria di “Carubun“, oggi via Voltri, fu la sede clandestina del Cln. Una epigrafe è posta a ricordo. Nei pressi fu innalzato il monumento alla Resistenza.

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