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L’onorevole Renzo Patria/3

“Mi ricordo…” a cura di Flavio Ambrosetti

(terza e ultima puntata)

Ho un altro ricordo sull’onorevole Renzo Patria: dopo l’approvazione della legge 270/82 che, per porre fine al precariato scolastico, indiceva concorsi biennali, venne in Alessandria la senatrice Franca Falcucci, ministro Pi, presente l’on. Renzo Patria. Non tutti i precari erano stati beneficiati dalla 270/82, io e altri cinquanta, in provincia, eravamo esclusi dai benefici della legge. Abbiamo formato allora un comitato, spontaneo, di opposizione.

Gli amici del comitato “Precari esclusi” mi mandarono da Renzo Patria, il quale si rivolse alla senatrice di sinistra, Carla Nespolo (membro commissione Pi del Senato) per iniziare a trattare il nostro problema. Anche in questo caso Renzo Patria ha scelto il dialogo diretto tra forze politiche opposte, per risolvere la nostra situazione. Dopo la protesta venne una sentenza del Tar di Roma che accolse le richieste del comitato spontaneo dei precari diffuso in campo nazionale. Renzo Patria, anche in Parlamento, ha seguito il tema, nell’iter di approvazione della legge “riparatoria” 326.

In ultimo, anche se il fattore non è secondario, Renzo Patria ha partecipato alla vita cattolica: in un pellegrinaggio al Santuario di Lourdes era tra i pellegrini con la moglie e il figlio Lorenzo. In almeno due occasioni ha incontrato in un’udienza Papa Giovanni Paolo II, poi Santo. Frequenti i rapporti coi Vescovi che si sono succeduti sulla cattedra vescovile di san Baudolino. Nel 2018, nel trentesimo anniversario dell’uccisione dello statista Aldo Moro ha coordinato una cerimonia religiosa, con la celebrazione di una Santa Messa nella chiesa di San Giovannino, in corso Roma.

Era il 2018 (un anno prima del decesso del politico alessandrino), nell’occasione ha pronunciato un discorso di commemorazione di Aldo Moro. Un caro amico, presente al rito, mi ha riferito che tutti erano commossi, per le umanissime parole pronunciate da Renzo Patria. Un politico sicuramente partecipe dei problemi sociali e amministrativi, molto presente tra il pubblico, aperto al dialogo con gli elettori e i giovani; lo ricordo anche in momenti critici della nazione durante la tragedia nel 1978, quando i brigatisti rossi che avevano sequestrato Aldo Moro ne abbandonarono il cadavere nella Rénault rossa in via Caetani, nei pressi della sede centrale Dc di Roma.

In sintesi Renzo Patria è stato un politico con il miglior stile tipicamente alessandrino, aperto alla civile comunicazione e altrettanto disponibile all’attento ascolto, presente sempre, mai assenteista. Quindi, un vero democratico europeista, sicuramente filo-atlantista, partecipe della vita cattolica e del suo spirito.

Molte informazioni del presente scritto, unite a molteplici, personali e condivisi ricordi, sono tratte dal testo documentario Renzo Patria, Da figlio di muratore al cuore di Montecitorio- per quattro legislature al servizio della gente -Litocoop-2001, gentilmente inviatomi da Ugo Cavallera.

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