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Il MasterChef del Santa Chiara

I volti del Collegio

Quattro giudici e tre concorrenti, il menu scritto alla lavagna e, per gli chef, un tempo stabilito per impiattare e far degustare alla giuria. I ragazzi del Collegio per sfuggire all’inedia dell’inverno in pandemia hanno organizzato una vera e propria competizione ai fornelli degna di Masterchef (il celebre programma di Sky 1, ndr). Anna Castellini ci ha raccontato come si è svolta la sessione culinaria.

Anna, raccontaci come vi siete organizzati…
«Siamo partiti dai ruoli e dalle postazioni: noi quattro ragazze (io, Ilaria, Erika ed Elisabetta) ci siamo sedute nel salone grande, dietro ad un lungo tavolo, proprio come fanno nel programma tv Barbieri, Cannavaciuolo e Locatelli. I “concorrenti”, ovvero Rosario, Salvatore e Andrea hanno scritto il loro menù alla lavagna e poi si sono posizionati in cucina a spignattare. Trenta minuti di tempo per preparare il primo e trenta minuti per preparare il secondo: questo il tempo che gli abbiamo concesso. Le pietanze venivano trasportate, perfettamente impiattate, dal salone alla cucina. Nel mezzo, noi abbiamo fatto le nostre degustazioni e assegnato dato i nostri voti, rimasti segreti fino alla fine. Il tutto ovviamente si è concluso con una squisita mangiata».

E chi ha vinto?
«Direi che è finita con una sorta di pari merito».

Che piatti ti hanno piacevolmente stupito?
«Gli involtini di Rosario avevano un sapore molto deciso grazie al suo “ingrediente segreto”, ovvero i pomodori secchi a pezzettini; ma anche Salvatore mi ha stupito: la sua idea di mettere la curcuma nella pasta alla Montecarlo è stata vincente!».

A tu per tu con lo chef

Salvatore Benintende (in foto qui sotto) ha 22 anni, è originario di Niscemi (CL) («Ci sono più persone di Niscemi al Collegio Santa Chiara che a Niscemi stessa» è oramai un detto) e frequenta il secondo anno di infermieristica. Questo è il suo terzo anno in collegio: «Sono stato uno dei primi. Io e Andrea avevamo preso un appartamento in affitto ma fuori dall’università abbiamo conosciuto Giovanni: anche lui è di Niscemi, e ci ha parlato così bene del Collegio che abbiamo disdetto l’affitto e ci siamo trasferiti lì».

Cosa ti piace della vita in questo Collegio?
«L’amicizia che si è creata con alcuni dei ragazzi, che è veramente forte. Mi piace molto anche l’aspetto architettonico: gli spazi sono enormi, abbiamo un parcheggio a disposizione, una grande cucina e un bel salone dove condividere momenti e stare tutti insieme. Certo, con un barbecue in giardino sarebbe proprio perfetto! (ride)».

Cosa ha di speciale rispetto ad altri posti?
«Sicuramente le persone che lo animano. Oltre ai miei amici, Carlotta è sempre disponibile per noi. Erano belli anche gli incontri che facevamo il primo anno con l’équipe formativa: servivano per conoscerci, ma anche sentirsi chiedere “come stai?” faceva bene al cuore».

Se potessi prendere un caffè con il Vescovo, cosa gli chiederesti?
«Se ha avuto dei ripensamenti sulla sua scelta. Magari all’inizio era convinto, poi dopo 30 anni non gli è venuto qualche dubbio?».

La ricetta: polpette di patate di mamma Gisella

Ingredienti (per 2 persone):
6 patate;
2 uova;
4 cucchiai di pangrattato;
4 cucchiai di parmigiano;
un cucchiaino di sale;
4 foglie di menta;
un cucchiaino di basilico secco;
olio di semi qb;
pepe nero qb.

Procedimento
«Per realizzare le mie polpette, ho messo le patate a bollire per 50 minuti. Le ho poi spellate con il pelapatate e le ho messe in una ciotola. Dopo averle schiacciate con la forchetta fino ad ottenere una sorta di purea, ho aggiunto le uova, il parmigiano e il pangrattato. Ho mescolato bene il tutto con un cucchiaio di legno e ho insaporito con il sale, il basilico e le foglie di menta sminuzzate. Dopo aver rimescolato nuovamente il composto con anche i sapori, ho iniziato a formare le polpette con le mani: non troppo grandi, altrimenti risultano mollicce. Con le quantità indicate, mi sono venute 10 polpette, che ho ripassato nel pangrattato. Nel frattempo, ho fatto scaldare l’olio di semi nella padella antiaderente: ho poi cotto nell’olio le polpette finché non si sono dorate. Una volta pronte, le ho tolte dalla padella e le ho servite con un contorno di piselli e una spolverata di pepe».

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La Voce degli Ex studenti:

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