Home / Rubriche / La pediatra risponde / Raffreddore: quanto dura e come si cura
Clicca e abbonati

Raffreddore: quanto dura e come si cura

La pediatra Sabrina Camilli

Ogni anno con i primi freddi arriva puntuale, come l’autunno, le foglie che cadono e il tè caldo per merenda. Purtroppo, non è altrettanto piacevole: stiamo parlando del raffreddore, un fastidio che chiunque abbia un figlio dagli zero ai sei anni fronteggia da ottobre a marzo, con risultati alterni, in un susseguirsi di vittorie e sconfitte. Nell’anno del Covid-19 (leggi anche La mia bimba ha il tampone positivo) anche questa patologia ricorrente desta non poche preoccupazioni: abbiamo chiesto alla nostra pediatra di fiducia Sabrina Camilli delle informazioni per inquadrarla meglio e capire come fronteggiarla. Ecco un excursus sul raffreddore, in due puntate.

Dottoressa, da cosa è causato il raffreddore? Perché ci colpisce?
«Il raffreddore, o rinite acuta, è l’infezione delle prime vie aeree più frequente e diffusa. Questa patologia è causata da agenti virali (ce ne sono oltre 100 ceppi): i più noti sono i Rinovirus, frequenti in autunno e tarda primavera, i para-influenzali, i coronavirus e il virus respiratorio sinciziale».

In quanto tempo ci liberiamo di un raffreddore?
«In media può durare dai due ai sette giorni».

Come si manifesta, che sintomatologia presenta?
«A seconda del tipo di virus che lo genera, il raffreddore che ne consegue presenta sintomi differenti. Quelli che si registrano di più sono naso chiuso, starnuti, gola irritata (tecnicamente “faringodinia” o dolore alla faringe). Solitamente il tutto può essere accompagnato da febbre lieve (intendiamo con questo una temperatura che può andare tra i 37.2 e i 37.5) e da una temporanea compromissione dell’olfatto e del gusto. Nei bambini il raffreddore potrebbe anche provocare un’alterazione del tono dell’umore: generalmente se sono raffreddati sono più irrequieti e irritabili. Dopo poche ore generalmente seguono i sintomi respiratori: il fatto di respirare a bocca aperta può portare come conseguenza la secchezza delle prime vie aeree e mal di gola. Le secrezioni nasali nei primi giorni si presentano trasparenti o di colore chiaro: con il passare dei giorni possono diventare più spesse e giallognole».

E nei neonati e bimbi piccoli bisogna fare attenzione a qualcosa in particolare?
«Nei bambini più piccoli il raffreddore più facilmente è legato a febbricola (fino a 38°), per quelli allattati l’ostruzione nasale rende più difficoltosa la suzione. Ai genitori dico di prestare attenzione al muco: se si presenta chiaramente di colore grigio-verdastro, è facile che ci sia in corso una sovrapposizione batterica. La diagnosi che viene effettuata dal pediatra si basa principalmente sulla base dei sintomi tipici, ovvero starnuti e scolo nasale».

Leggi anche altri approfondimenti:

Check Also

Racconto di una storia da YouTube

“Il punto di vista” di Adriana Verardi Savorelli Anno 2006: in Sicilia, a Palermo, vive …

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: