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Le omelie di Origene

“La recensione” di Fabrizio Casazza

Origene fu un teologo rilevante della Chiesa antica, nato verso il 183 forse ad Alessandria d’Egitto, ove riorganizzò il Didaskaleion, la scuola catechistica. Nel 230 ricevette nel corso di un viaggio in Siria e in Asia Minore l’ordinazione presbiterale da due vescovi amici, cosa che irritò il suo vescovo, il quale lo depose dall’Ordine e lo esiliò in Palestina. Nel 250-253 egli fu colpito dalla persecuzione dell’imperatore Decio e morì a seguito delle torture subite. Sterminata la sua produzione esegetica, dottrinale, apologetica, filologica. Della sua biografia si ricorda anche un particolare cruento, ossia l’evirazione autoinflitta.

Di lui disse papa Benedetto XVI nel 2007: «È realmente una delle personalità determinanti per tutto lo sviluppo del pensiero cristiano. […]. Fu un vero “maestro”, e così lo ricordavano con nostalgia e commozione i suoi allievi: non soltanto un brillante teologo, ma un testimone esemplare della dottrina che trasmetteva. […]. Fare teologia era per lui essenzialmente spiegare, comprendere la Scrittura; o potremmo anche dire che la sua teologia è la perfetta simbiosi tra teologia ed esegesi. In verità, la sigla propria della dottrina origeniana sembra risiedere appunto nell’incessante invito a passare dalla lettera allo spirito delle Scritture, per progredire nella conoscenza di Dio».

Città Nuova dà alle stampe in questo periodo due sue opere che esemplificano perfettamente questa tensione teologica. Le Omelie sul Levitico (pp 342, euro 85), terzo volume dell’Opera omnia, riprodotte con a fronte il testo latino della traduzione del monaco Rufino, fanno diventare Origene il primo autore cristiano a interpretare continuativamente l’omonimo libro biblico. Le Omelie sui Salmi (pp 603, euro 100), nono volume dell’Opera omnia, con originale greco a fronte, furono scoperte nel 2012 nella biblioteca statale di Monaco di Baviera.

Ne riportiamo come “assaggio” un brano interessante, certamente suggestivo per il tempo quaresimale in corso: «Tutto quello che facciamo al corpo di Cristo, la Chiesa, e alle membra di Cristo, i nostri fratelli, lo facciamo a Cristo. Se agiamo male verso colui che crede in Cristo, facciamo violenza a Cristo, insultiamo Cristo, disprezziamo Cristo; se agiamo bene, se nutriamo colui che ha fame e diamo da bere a colui che ha sete, facciamo del bene a Cristo. […]. Non pensare di peccare nei confronti di un uomo, quando pecchi nei confronti di un cristiano. Peccando nei confronti di un cristiano, pecchi nei confronti di Cristo» (p. 137). Suggerimenti davvero preziosi e concreti per vivere concretamente l’itinerario di conversione in vista della Pasqua.

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