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«Crescere tutti, animatori e bambini, nella fede»

Centri estivi diocesani

È iniziato il 13 giugno e l’ultima gita sarà venerdì 1° luglio: tre settimane per l’esordio del Centro estivo dell’Unità pastorale “Sette Chiese”. «È solo l’inizio: l’anno prossimo cercheremo di fare un progetto più ampio, su giugno e luglio, allargando il corso animatori a molte più persone»: Matteo Chiriotti (nella foto), seminarista di 21 anni, è l’anima di questa nuova iniziativa. Ce la siamo fatta raccontare da lui.

Matteo, quanti iscritti avete?

«Siamo partiti con una quindicina di bambini, adesso abbiamo superato la trentina! Gli animatori sono venti: per questo gruppo di ragazzi abbiamo organizzato un periodo di formazione anche perché le provenienze sono eterogenee quindi sentivamo il bisogno di creare una base comune».

Chi tiene le redini?

«Io mi occupo della gestione generale, Alessandro Capra segue la parte di segreteria e contabilità, don Mauro Bruscaini da dietro le quinte ci dà una mano a fare tutti i passaggi organizzativi, come la gestione dei bus quando dobbiamo andare in gita».

Come si svolge la giornata?

«La mattina inizia alle 8: facciamo i bans, giochiamo e c’è il momento dei compiti; per pranzo siamo al Favorite!, il locale dentro il Collegio Santa Chiara, dove i bambini mangiano sempre con gusto. Nel pomeriggio c’è il momento dei laboratori: ci sono quelli di movimento, come basket e pallavolo, e quelli al chiuso come cucina, teatro e “Just dance”: tutte le attività hanno l’obiettivo di far apprendere qualcosa attraverso il piacere del gioco. Concludiamo la nostra giornata verso le 17.30 con un momento di preghiera finale, guidata dal nostro don Raoul».

Qual è la proposta che volete fare come centro estivo, che messaggio volete dare?

«Con gli animatori sono stato molto chiaro: vorrei che fosse un centro estivo dove si possa divertirsi ma soprattutto crescere tutti insieme nella fede, sia animatori che bambini, perché questo è il nostro obiettivo principale come oratorio. Stiamo guardando a tappe un film sulla vita di Don Bosco e se tutto va bene dovremmo andare a visitarlo a Torino l’ultima settimana. Il Santo è uno dei due pilastri su cui si basa il nostro centro estivo: l’altro è il libro del Piccolo Principe».

Che riscontri avete dalle famiglie?

«Alcuni bambini ci chiedono se devono stare a casa sabato e domenica e non possono venire al Centro estivo: ho dovuto spiegare loro che gli animatori si devono riposare almeno due giorni. Anche i genitori li ho visti molto contenti: per essere il primo anno il riscontro è decisamente positivo».

A te personalmente che cosa ti sta dando questa esperienza?

«Io ho avuto la mia vocazione nell’ambiente dell’oratorio: da un lato è una prova, perché è il primo anno che di fatto organizzo tutto da zero, ma d’altro canto è soprattutto una gioia perché sono contento che i miei animatori e i bambini che ci sono affidati durante le giornate possono vivere l’esperienza che ho fatto io e che mi ha cambiato la vita».

Al Favorite! da chef Giorgio

Per i ragazzi e gli animatori del centro estivo dell’Unità pastorale “Sette Chiese” la pausa pranzo è gourmet: per loro chef Giorgio Cantarella, 59 anni originario di Torino, prepara ogni giorno, insieme al suo staff, un menu dedicato al Favorite!, l’osteria contemporanea all’interno del Collegio Santa Chiara.

Chef Giorgio, che cosa cucini ai ragazzi?

«La nostra è una cucina semplice e genuina, adatta al palato dei ragazzi, dove bilanciamo sempre tutti i nutrienti. Nell’elaborare il menù ci ispiriamo al territorio, selezionando prodotti di qualità, rigorosamente made in Italy. La nostra attenzione a quello che serviamo in tavola parte proprio dall’acquisto delle materie prime. Per esempio, quando in tavola propongo il prosciutto, non servo quello pressato ma sempre un taglio di qualità. La frutta e la verdura le acquistiamo da “Il Carotone”, una piccola bottega in via Milano che ci consegna a piedi le cassette. Un esempio di menu? Agnolotti burro e salvia agli arrosti con il parmigiano (per i ragazzi che provengono dall’area islamica, li personalizziamo con ricotta e spinaci); un secondo a base di carne bianca a cui viene abbinato un contorno di carote, fagiolini oppure patate; per finire, frutta o dolce: macedonia con il gelato ma anche bonet, panna cotta e crème caramel. In un’ottica di attenzione alla provenienza dei ragazzi da vari paesi, con culture culinarie diverse dalla nostra, ogni settimana proponiamo il “piatto etnico”. Recentemente abbiamo preparato un piatto unico a base di pollo al latte di cocco con pochissimo curry, il riso basmati e le verdure grigliate insieme».

E ai nostri lettori che volessero venire ad assaggiare i tuoi piatti, che cosa possiamo dire?

«Che siamo aperti tutto luglio e agosto. Le nostre proposte di cucina piemontese variano dai 15 ai 18 euro, con abbinato un calice di vino». Per prenotare: 0131-226286

Zelia Pastore

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